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philipp plein st tropez,Angelo Piemontese È ancora a qualche migliaio di chilometri dal suo obiettivo, la cometa Churyumov–Gerasimenko (più semplicemente nota con la sigla 67/P),philipp plein watch, che raggiungerà il prossimo 6 agosto, ma già la sonda Rosetta è riuscita a catturare una sequenza di immagini davvero straordinarie. Perché mostrano una insolita forma del nucleo,philipp plein sport model, che sembra composto da due parti distinte collegate da una struttura più sottile, quasi un ponte tra le estremità.Arrivata a circa cinquemila chilometri dalla cometa (che si trova ora a oltre cinque milioni di chilometri dalla Terra), la sonda dell’Agenzia Spaziale Europea ha messo in funzione lo strumento Osiris,Una cometa in 3D, un sofisticato sistema di acquisizione di immagini. Obiettivo: il nucleo della cometa, che compie una rotazione completa su se stesso ogni dodici ore circa. Così Osiris ha potuto fotografarlo da ogni angolazione, ottenendo un mosaico a trecentosessanta gradi. Le immagini sono state poi elaborate dagli scienziati,Una cometa in 3D, che hanno realizzato questa animazione in 3D del nucleo di 67/P.Anche se la risoluzione a quella distanza è ancora bassa (circa cento metri per pixel) appare chiaro che la cometa è formata da una “testa” collegata ad un corpo più massiccio da un sottile “collo”. Tutta la struttura misura circa quattro chilometri per tre e mezzo. Ciò che ha sorpreso gli astronomi è proprio il “collo” che unisce le due parti di 67/P.“Tutto quello che per ora possiamo dire è che questa parte appare più chiara rispetto al resto del corpo celeste” dichiara Holger Sierks del Max Plank Institute in Germania e a capo del team responsabile dello strumento Osiris. Ancora non è ben chiara la natura di questa parte della cometa. “Il diverso colore potrebbe dipendere da una differente composizione dei grani di polvere o dalle loro dimensioni” prosegue lo scienziato “ma non sappiamo esattamente di cosa si tratti”. Varie le ipotesi al vaglio per spiegare la bizzarra forma del nucleo di 67/P: potrebbe essere il risultato della fusione di due nuclei cometari,Una cometa in 3D,moda philipp plein, oppure essere stata scolpita così dalla forza gravitazionale, o ancora il risultato dell’evaporazione di elementi più leggeri durante i passaggi al perielio (il punto di massimo avvicinamento al Sole, che la 67/P raggiunge ogni sei anni e mezzo, a centoottantacinque milioni di chilometri dalla nostra stella).Per capirci qualcosa di più, gli scienziati aspettano il 31 luglio, quando a soli tremila chilometri dalla cometa,Una cometa in 3D, la sonda Rosetta potrà analizzarne la luce riflessa separandola in varie lunghezze d’onda tramite speciali filtri di cui è dotato il sistema Osiris. A quel punto si potrà individuare la composizione chimica dei materiali di ogni parte del nucleo. Se il mistero ancora persisterà, si dovrà aspettare novembre, quando dalla sonda madre sarà fatto atterrare sulla superficie di 67/P il modulo Philae.Infatti, uno degli obiettivi principali della missione Rosetta è analizzare campioni della cometa prelevati direttamente dalla sua superficie.Lanciata nel 2004,Una cometa in 3D, la sonda ha vagato dieci anni nel sistema solare interno, sorvolando due asteroidi (Steins nel 2008 e Lutetia nel 2010), Marte e per ben tre volte la Terra per acquisire la spinta gravitazionale necessaria a raggiungere la sua mèta; si posizionerà in orbita attorno alla Churyumov–Gerasimenko il 6 agosto,Una cometa in 3D, cercando di individuare il luogo migliore per far sbarcare la navetta Philae.La 67/P è una cometa particolare: scoperta nel 1969,scarpe philipp plein uomo, è classificata come “dusty comet”,sneakers philipp plein uomo, cioè cometa polverosa, poiché emette circa il doppio di particelle di polvere rispetto a quelle di gas che compongono la chioma e la coda. Già nel passaggio del 2003, il telescopio spaziale Hubble ne aveva osservato il nucleo,invito philipp plein, rivelandone la forma ellissoidale,Una cometa in 3D, tipo pallone da rugby, ma a causa della distanza (a circa centosessanta milioni di chilometri dalla Terra) non era emersa la peculiarità evidenziata da Rosetta. Gli scienziati avevano inoltre calcolato che il perielio in passato era molto più lontano (a quasi quattrocento milioni di chilometri dal Sole) e che si è avvicinato e stabilizzato alla distanza attuale a causa della forza di gravità esercitata da Giove. © Riproduzione Riservata UltimeScienzaMedicina: 8% italiani colpiti da neuropatie periferiche, Forum a PragaSanità: sclerosi multipla, da caso Sardegna un nuovo modello per gestirlaSclerosi multipla,sfilata philipp plein 2015,Una cometa in 3D, da caso Sardegna un nuovo modello per gestirlaSanità: oggi voto a Camera Usa per abolire Obamacare, Gop fiduciosoEmergenza morbillo: cosa sta succedendo?

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